Quanti decreti restano per completare le richieste di cassa integrazione in deroga in Sicilia? Secondo gli ultimi dati di Inps, aggiornati alle ore 20 di sabato 23 maggio, almeno 11 mila. le pratiche completate dalla Regione e inviate all’istituto di previdenza sono infatti 29 mila, su un totale di circa 40 mila aziende che hanno usufruito dell’opportunità data dal decreto numero 18/2020, il cosiddetto Cura Italia. Tra le pratiche ricevute da Inps sono al momento 27 mila e 154 quelle approvate, 954 i decreti restituiti o da restituire mentre 896 sono da istruire o da rivedere. I lavoratori interessati, al momento, sono un totale di 60 mila e 452 per 12 milioni e 596 mila ore. E un ammontare economico delle risorse già impegnate per i pagamenti ai lavoratori di 102 milioni di euro.

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Inps: “restano 110 milioni di euro disponibili”

In attesa del completamento delle pratiche, è proprio l’ammontare del fondo residuo per i pagamenti a destare preoccupazione. Al momento, comunica la direzione regionale Inps, sottratte le somme già impagnate “restano 110 milioni e 889 mila euro disponibili”. La somma, come dichiarato da Antonio Scavone, assessore regionale al Lavoro lo scorso 21 aprile, vengono da “una prima tranche che ha superato i 108 milioni di euro”, stanziata dal ministero del Lavoro, mentre la seconda da “100 milioni di euro” da fondi messi in campo dalla Regione. Complessivamente, secondo quanto dichiarato da Scavone “ci saranno a disposizione 300 milioni di euro, per una platea di percettori che dovrebbe superare le 220mila persone”, ovvero circa 90 milioni di euro in più di quelli attualmente disponibili secondo Inps. Quel giorno Scavone annunciava anche l’invio dei primi 1400 decreti approvati a Inps. Il trasferimento secondo i piani sarebbe proseguito al ritmo di “duemila duemila cinquecento al giorno”. I fatti, con le lentissimo procedure iniziali, il “caso” dei dieci euro promessi per ogni pratica ai dipendenti in in accordo mai formalizzato tra le organizzazioni sindacali e il dirigente del dipartimento Lavoro, poi dimessosi, Giovanni Vindigni, portano a oltre un mese l’attesa per almeno 11 mila aziende, e non meno di 30 mila lavoratori. E per il proseguio della cassa in deroga, annunciato dal decreto Rilancio anche per maggio, c’è da a sperare che le risorse vengano in qualche modo rimpinguate con un secondo decreto del ministero: per chi non ha ricevuto ancora gli assegni di marzo e aprile, c’è il concerto rischio di non ricevere il resto per mancanza di fondi.

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