Ultima regione d’Italia per occupati: nel 2019 lavoravano solo quattro residenti du dieci. A pesare sono soprattutto gli uomini, con solo il 52,6 per cento impiegato nella fascia tra 15 e 64 anni. E secondo gli indicatori territoriali per le politiche di sviluppo di Istat, la Sicilia è ultima anche per disoccupazione giovanile (il 51 per cento), per quella femminile (22,5 per cento), e per tasso di giovani inattivi (il 38 per cento). I dati, provenienti dalla rete Sistan, contano un totale di 340 indicatori (271 più 56 di genere e 13 di contesto macroeconomico), e fra questi ben 44 sono dedicati al mondo del lavoro. Sfogliando le serie storiche fornite dall’Istituto di Statistica, si scopre però come la Sicilia non sia solo terra di record negativi, ma anche di sorprendenti caratteristiche territoriali. Come quella della popolazione rurale più numerosa d’Italia, con ben 1 milione e 900 mila abitanti classificati come residenti in aree non urbane, e dove il tasso di occupazione è più alto della media regionale (41,4 per cento contro il 41,1). E che il tasso di imprenditorialità femminile è superiore alla media italiana.

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Sempre più donne imprenditrici: Sicilia terza regione

Al termine del 2019 erano poco meno di 77 mila le donne titolari di imprese individuali iscritte alle Camere di commercio in Sicilia, su un totale di 277 mila. Si tratta del terzo miglior risultato italiano, dietro a Lombardia (98 mila) e Campania (85 mila). Il dato assume ancora più rilevanza se si considera il tasso di incidenza dell’imprenditorialità femminile, pari al 27,7 per cento, superiore alla media italiana (26,5) di oltre un punto, e di oltre quattro rispetto a quello della Lombardia del 23,6. Considerando la serie storica degli ultimi venti anni, si nota inoltre un miglioramento dal 24,7 per cento rispetto al 2000, anno in cui l’imprenditoria femminile siciliana era sotto la media nazionale (25,4 per cento). Un valore in apparente contrasto rispetto al valore record della disoccupazione femminile, che però negli stessi anni è passata dal 33,9 al 22,5 per cento, toccando il minimo (16,5 per cento) nel 2009. Nello stesso periodo la disoccupazione maschile ha subito una diminuzione di mezzo punto (dal 19 al 18,5 per cento), toccando il minimo nel 2007 (10,6), un valore comunque doppio rispetto alla media italiana (4,9 per cento nel 2006, 9,1 oggi).

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Occupazione femminile: penultima, ma in crescita

Il tasso disoccupazione generale è dunque dimunuito: oggi si attesta al 20 per cento, dietro solo alla Calabria (21), ma nel 2000 superava il 24. Le persone in cerca di una occupazione sono scese dalle 444 mila del 2000 alle 341 mila del 2019, ma a diminuire è stata anche la forza lavoro, da 1 milione e 845 mila a 1 milione e 705 mila del 2019. Con un tasso di occupazione mantenuto nel vent’anni praticamente invariato, scendendo dal 41,5 per cento al 41,1 odierno. Merito soprattutto delle donne: a oggi la Sicilia con il 29,8 per cento di donne occupate è penultima in Italia dietro alla sola Campania (29,4 per cento di donne occupate), e una media italiana del 50,1. Ma il miglioramento dal 2000 (24,4 per cento), e soprattutto dal 1995, primo dato utile della serie (21,2 per cento) è stato più lento della media italiana, cresciuta nello stesso periodo di 12,6 punti contro gli 8,6 della Sicilia.

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Neet, i siciliani sono i giovani più inattivi

Nonostante alcune tendenze positive, i dati pongono la Sicilia all’utlimo posto anche per quanto ri guarda i giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati né inseriti in un percorso di istruzione o formazione, i cosiddetti Neet. In percentuale sulla popolazione nella corrispondente classe di età, si arriva al 38 per cento. La seconda peggior regione, la Calabria, arriva al 35,1, mentre la media italiana è del 22,2. Il dato è peraltro in aumento di quasi cinque punti sul 2004, primo anno con dati disponibili su questo indicatore, quando la percentuale di Neet in Sicilia era del 33,3. Il dato peggiora per quanto riguarda le donne fino ai 29 anni, con un tasso di inattive del 39,92 per cento, ma in questo caso rimasto praticamente costante dal 2004 (39,88).

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