Le cooperative e i consorzi italiani attivi, che operano nel settore Ict, sono 1.597 e tutte, ad eccezione di una, sono classificabili come Pmi. La maggior parte sono nelle regioni del Sud e nelle Isole, ma il loro valore della produzione è solo del 18 per cento del totale. L’analisi di Legacoop.

La maggior parte per l’elaborazione dati

La quasi totalità delle imprese Ict si occupa di servizi intangibili, seguiti da distribuzione e commercio e dal manifatturiero. I particolare si occupano di elaborazione dati “nelle varie accezioni considerate” e nella produzione di software non connessi all’edizione. Generano un fatturato complessivo di 724 milioni grazie a una forza lavoro di 14 mila 700 addetti, per un risultato d’esercizio complessivo di circa 15 milioni di euro e un valore aggiunto totale vicino ai 420 milioni.

In Lombardia l’utile più alto

La Sicilia, insieme al Lazio, è la regione che conta più imprese, 216 in entrambi i casi. Le aziende isolane rappresentano il 15 per cento del totale. Gli addetti sono 602, generano un valore della produzione di 26 milioni e un risultato d’esercizio di 272 mila euro. L’Emilia Romagna è la regione più rappresentativa delle coop Ict italiane con il 17 per cento del fatturato complessivo pari a quasi 800 mila euro, mentre le imprese con sede in Lombardia generano complessivamente circa il 39 per cento dell’utile complessivo. Sotto l’aspetto produttivo, il 35 per cento del valore della produzione, e del numero di addetti impiegati (40 per cento) è generato dalle imprese con sede legale nelle regioni centrali.

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