Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha diffuso insieme al proprio rapporto annuale un focus sull’impatto del Coronavirus nei settori regolati. E, scrutando il dato sulle disuguaglianze digitali, la Sicilia è sotto la media italiana per diffusione dei servizi di connessione a Internet. Solo il 35 per cento delle famiglie ha a disposizione una connessione maggiore di 30 megabit per secondo, a fronte di una media nazionale del 37,2. Agcom certifica però l’isola con un potenziale del “94 per cento” di copertura infrastrutturale per l’accesso veloce a Internet, con solo Calabria (95,4 per cento), e Toscana (94,3 per cento del territorio) a fare meglio. Per il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci si tratta di “risultati lusinghieri che derivano dall’ottimo lavoro portato avanti con Agenda digitale e grazie al quale stiamo costruendo una Regione moderna e competitiva dove chiunque, grande azienda o privato cittadino, possa avere tutti gli strumenti necessari per stare al passo con i tempi”. Una situazione che crea una delle maggiori forbici tra disponibilità teorica di rete ed effettivo utilizzo: la Sicilia, con 58,6 punti percentuali di differenza tra diffusione e copertura di rete, è penultima insieme al Veneto, proprio dopo la Calabria (64 punti).

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Sicilia e Calabria: l’infrastruttura c’è, le connessioni no

Ma nella realtà Agcom sottolinea il dato in negativo. “Nelle regioni che hanno goduto di investimenti infrastrutturali di stato (come la Sicilia e la Calabria) non si è assistito al successivo decollo (take off) dei servizi”, scrive l’autorità garante. E se per l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao la copertura record, evidenziata anche all’interno del Defr 2021-2023 grazia a una spesa di 300 milioni di euro negli ultimi anni, è “una conferma che quando la Sicilia utilizza bene le risorse europee può arrivare a risposte significative. Ed è su questo solco che intendiamo proseguire”, per Agcom la forbice di distanza tra infrastrutture ed effettiva penetrazione dell’utilizzo “mette ulteriormente in luce quanto l’effettiva penetrazione sia un fenomeno complesso in cui un ruolo chiave è svolto da variabili di domanda”. All’interno dell’ultimo Documento di Economia e Finanza regionale è previsto un investimento da 235 milioni di euro per dotare di “pc o tablet” a 435 mila famiglie. I fondi sono da reperire tramite la rimodulazione dei Fondi strutturali europei, ma non vi sono misure per stimolare l’accesso alla rete fisica. Tanto che Agicom invita a “stimolare la capacità di spesa delle famiglie (demand pull)”, come “strumento necessario, da affiancare alla pianificazione degli investimenti infrastrutturali”.

Diffusione, chi fa peggio e chi fa meglio della Sicilia

Analizzando i dati diffusi da Agcom la Sicilia, con una forbice di 58,6 punti di distacco tra diffusione (35,4 per cento) e copertura di rete (94), è penultima in Italia. Risultato identico per il Veneto, (una fobice di 58,6 punti, dati da una diffusione al 34 per cento e una copertura teorica al 92,6), mentre la regione peggiore in Italia è proprio quella teoricamente più connessa, la Calabria. La forbice in questo caso arriva a 64 punti, dati da una diffusione del 31,4 per cento, e da una copertura del 95,4. Dal lato opposto della classifica troviamo invece le regioni montuose, quelle che per Agcom data l’orografia del territorio hanno “livelli di copertura che risultano ancora ampiamente sotto la media”. Nonostante questo nel Trentino Alto Adige (copertura del 53,9 per cento, e diffusione del 25,5) risulta la Regione con la forbice meno ampia, con 28,4 punti. A seguire il Molise (diffusione del 20,7 per cento, copertura del 53,7 e una forbice del 33), e la Valle D’Aosta (diffusione del 21,2, copertura del 57 e una forbice del 35,8): nelle tre Regioni l’autorità segnala in positivo “la diffusione del FWA (Fixed wireless access), che rappresenta sicuramente l’arma principale per eliminare una simile criticità”.

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