Hanno creato una nuova impresa portando il pescaturismo dove non c’era e sono riuscite anche ad ottenere due risultati in più: sfatare lo stereotipo secondo il quale le donne non possono o non sanno occuparsi di mestieri tipicamente maschili e riuscire a recuperare l’attività del nonno Marco. Davanti hanno già nuove sfide per il futuro, sempre nel rispetto della sostenibilità.

Dalla laurea alla pesca con la barca del nonno

“I Mancuso pescaturismo” nasce dalla volontà delle sorelle Giusy e Antonella. Non era previsto, tanto che si sono laureate in Scienze politiche una e in Lingue straniere l’altra. Ma proprio non volevano che la vecchia attività di famiglia andasse persa. Hanno quindi deciso di reinventarsi e di farlo pure in modo sostenibile per il territorio. Hanno dapprima imparato a fare le pescatrici sotto la guida esperta dei parenti pescatori, poi hanno navigato da sole aggiungendo la componente turistica.

Donne in barca

In pochi credevano che le sorelle Mancuso avrebbero resistito alle sveglie all’alba e alle fredde ore mattutine in barca in attesa di riempire le reti. Il pescato, esclusivamente pesce azzurro abbondante nelle acque siciliane, varia dai 20 ai 50 chili al giorno. Un tipo di pesca sostenibile, rispettosa delle normative europee contro lo sfruttamento intensivo. L’attività è “mediamente redditizia”, secondo le sorelle, ma adesso soffre gli effetti del Covid-19. Con la chiusura dei locali di ristorazione la richiesta di pesce “è scesa notevolmente”.

Maggiori guadagni con il pescaturismo

Ciò che pesa di più nella gestione dell’impresa delle sorelle Mancuso, a livello economico, è comunque l’introito derivante dal pescaturismo. “È un buon guadagno”, dicono, che insieme a quello derivante dalla pesca gli permette “di andare avanti”. Anche in questo caso però il momento non è florido, anzi è proprio bloccato. È un tipo di turismo attivo, contrapposto a quello di solo svago e relax. L’idea non è proprio originale, tanto che il pescaturismo è riconosciuto sin dal 2004. L’articolo sette della legge 154 lo definisce “l’imbarco di persone non facenti parte dell’equipaggio su navi da pesca a scopo turistico-ricreativo”. E con i turisti a bordo salpano da Ganzirri, in provincia di Messina.

Esperienza marinara

Due le tipologie di escursione organizzate dalle sorelle. La più tradizionale è la battuta di pesca, che consente ai turisti di salire sull’imbarcazione e vivere l’esperienza del pescatore. Gli orari non sono quelli tipici però, ma più consoni a un vacanziero. La seconda è quella del “pesca e gusta”, che consente al turista di assaporare subito ciò che ha catturato. L’iniziativa delle sorelle ha avuto successo, tanto da volere ampliare il proprio raggio imprenditoriale, sempre in chiave sostenibile. Stanno ristrutturando la casa del nonno per farne un bed and breakfast e consentire di vivere la vita semplice del borgo marinaro.

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