Gli evasori hanno vinto

L’evasometro che rispetta l’anonimato, le fatture elettroniche, la lotteria degli scontrini. Senza contare il superbonus da 3 miliardi dal 2021 per incentivare l’uso di carte e bancomat. Il governo Conte bis si affanna, tra misure più o meno contestabili, a combattere l’evasione fiscale nel Paese. Bazzecole in confronto all’insolita proposta pensata ah hoc per i cittadini di Palermo: biglietto gratuito sui bus urbani per chi è in regola col balzello sui rifiuti.

Il sindaco Orlando ha già chiesto ad Amat e Rap (le aziende partecipate che gestiscono il trasporto pubblico e la raccolta dei rifiuti) uno studio di fattibilità, con un’analisi costi-benefici, suggerimenti e proposte che potrebbero arrivare sul tavolo del comune già a gennaio. L’obiettivo sarebbe quello di consentire ai palermitani in regola con il pagamento della Tari di utilizzare tutte le linee dei bus gratis e a tutte le ore. In buona sostanza il primo cittadino vuole pescare due piccioni con una fava: recuperare i quasi 40 milioni di Tari evasa e risanare con parte di questi il rosso di Amat (7 miliardi di euro), magari potenziando anche il trasporto pubblico. L’idea è acuta, certo. Eppure, benché il problema del traffico e dei rifiuti sia certamente un nodo gordiano per l’amministrazione, il messaggio che passa non è certo lodevole. Anzi. Sull’evasione fiscale i sindacati Cgil, Cisl e Uil, sono tutti d’accordo: “Pagare meno tasse, ma pagare tutti”.

Orlando, però, è convinto della sua idea. Un’idea “suggestiva e interessante” (così dice il numero uno di Amat Michele Cimino) che rischia di tornarci indietro come un boomerang. E farci pure male. L’azienda municipalizzata a quanto pare non se la passa molto bene per il mancato incasso dallo sbigliettamento. Per evitare di portare a spasso cittadini sprovvisti di titolo di viaggio, non sarebbe allora meglio far pagare i biglietti sul mezzo, come accade in qualsiasi altro Stato europeo? Si sale dalla porta anteriore, si paga la corsa al conducente, si scende dalla porta posteriore. Semplice e indolore per le casse della partecipata. Sulla Tari il discorso è più complesso: la città vive un’emergenza continua e di lunga gestazione. Ma anche qui, in fondo, si tratta di un circolo vizioso: se più di un residente su tre non paga (e il dato risulta persino più alto tra i negozianti) il caos rifiuti continuerà inesorabile. L’amministrazione farebbe bene ad andare a bussare alla porta di quei morosi. E con la ricevuta in mano. Se diamo un premio a chi, semplicemente, rispetta le leggi abbiamo perso la partita.

D’altronde le stime sull’ammontare di denaro sottratto ogni anno al fisco continuano ad aumentare. Basta dare un’occhiata all’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva – anno 2019, allegata alla Nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre: la montagna di soldi evasi, secondo i calcoli del ministero dell’Economia aggiornati al 2016, ammonterebbe a quasi 110 miliardi. La Sicilia poi, manco a dirlo, viaggia al top del sommerso. Le stime parlano di un’incidenza, in percentuale del valore aggiunto, pari quasi al 19,2 per cento, con componente principale del sommerso data dal lavoro in nero, rispetto a una media nazionale del 13,8 per cento.

I numeri sono impressionanti. Inutile allora litigare sulle misure nazionali. O, allusivamente, dare la colpa all’idraulico di turno. Per caso il nostro idraulico batte in scaltrezza i suoi colleghi all’estero? In realtà la lotta all’evasione fa acqua da tutte le parti, come peraltro si desume dalla quantità di condoni, rottamazioni e bonus fiscali che si sono susseguiti negli anni. Se poi si pensa pure di combatterla dando in premio un tour gratuito della città, allora siamo davvero spacciati. Gli evasori hanno vinto. E su tutti i fronti.