Facciamo presto: ecco gli aiuti per rilanciare l’edilizia

Il governo nazionale, dopo qualche titubanza, vorrebbe rilanciare il settore edile. Per farlo, pensa a rafforzare due strumenti come l'ecobonus e il sismabonus

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La fase 2 è quella del ripartenza della vita normale. La ripartenza deve necessariamente tener conto della economia reale italiana fatta prevalentemente di piccole e medie imprese. Il Governo, dopo molte titubanze, vorrebbe rilanciare il settore edile. Per attuare tale rilancio pensa a rafforzare ecobonus e sismabonus: infatti la percentuale di detrazione sarà portata (col decreto maggio) al 110 per cento con decorrenza 1 luglio 2020, la scadenza degli incentivi allungata fino al 2021, riduzione da 10 a 5 anni del tempo di recupero della detrazione e altre misure per favorire il ricorso ai lavori di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici, come il potenziamento dello sconto in fattura e la cessione del credito alle banche. Nel sistema agevolativo per l’edilizia dei superbonus entreranno gli interventi strutturali e quelli più incisivi dal punto di vista dell’efficientamento energetico, ma anche quelli minori se realizzati contestualmente, come i lavori incentivati dal bonus facciate, l’installazione del fotovoltaico e la sostituzione di finestre. Potrebbero inoltre essere agevolate le polizze anticalamità stipulate in concomitanza ad un intervento di adeguamento o miglioramento antisismico che usufruisce del sismabonus.

Il Governo sta mettendo a punto una maggiorazione della detrazione fino al 110 per cento sia per gli interventi di efficientamento energetico sia per quelli di messa in sicurezza antisismica. Ad oggi, l’ecobonus prevede una detrazione del 50 per cento o del 65 per cento, secondo il tipo di intervento. Con l’ecobonus in condominio si può arrivare ad ottenere un rimborso del 75 per cento in dieci anni e con il sismabonus un rimborso dell’85 per cento in cinque anni. Ecobonus e sismabonus dovrebbero essere allineati non solo per la percentuale di detrazione, ma anche per la scadenza, che dovrebbe essere fissata al 31 dicembre 2021, e per i tempi di rimborso, che saranno di 5 anni. La detrazione del 110 per cento sarà riconosciuta ai contribuenti che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori.

Con l’ecobonus sono agevolabili: riqualificazione energetica dell’involucro edilizio, sostituzione di finestre e infissi, pannelli solari, schermature solari, caldaie a condensazione, scaldacqua a pompa di calore, micro-cogeneratori, caldaie a biomasse. Con il sismabonus, sono agevolabili gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici situati in zona sismica 1, 2 e 3 al fine di migliorarne la classe di rischio sismico. L’intenzione del Governo sembra quella di agevolare interventi complessivi, composti cioè da diversi lavori realizzati contestualmente sull’edificio.

In alternativa alla detrazione vera e propria, i contribuenti privi della liquidità necessaria potranno optare per lo sconto immediato in fattura: il fornitore anticiperà, sotto forma di sconto, il 100 per cento del costo dei lavori ma riceverà un credito di imposta pari al 110 per cento. Il meccanismo dello sconto in fattura è stato introdotto dal Governo lo scorso anno, ma con grande insuccesso: molte imprese, lamentando di non avere la capienza sufficiente per praticarlo, e di essere penalizzate rispetto alle grandi realtà imprenditoriali, hanno fatto pressione fino all’abolizione parziale della misura. In questo caso, le imprese potrebbero essere invogliate dal rimborso maggiore rispetto alla quota anticipata. Tutti i contribuenti, non solo gli incapienti in condominio per i lavori di efficientamento energetico, potranno cedere il credito corrispondente alla detrazione alle banche o ad altri intermediari finanziari.

Anche gli interventi minori, se eseguiti contestualmente a quelli più impattanti, beneficierano dei superbonus. Tra questi il fotovoltaico, gli accumulatori, l’isolamento delle pareti, gli impianti di riscaldamento a pavimento, la sostituzione degli infissi e tutti gli altri interventi di riqualificazione energetica. Al momento il bonus facciate usufruisce di una detrazione del 90 per cento, senza tetto di spesa, sui lavori di pulitura o tinteggiatura esterna, recupero, restauro, rinnovamento e consolidamento della facciata. Questo bonus è in scadenza a fine 2020. A inizio anno, quando è entrato in vigore, ha rappresentato una prospettiva di lavoro per le imprese e di riqualificazione per gli edifici ma il blocco delle attività, dovuto all’emergenza pandemica in atto, rischia di far scadere i termini senza che abbia potuto esprimere il suo potenziale.

In fase di valutazione anche una detrazione del 90 per cento a favore di chi, dopo aver effettuato un intervento incentivato con il sismabonus, stipula una polizza assicurativa anticalamità. L’idea è che le case siano più sicure, antisismiche ed ecosostenibili, con un beneficio per tutta la collettività. Attualmente è riconosciuto un bonus del 19 per cento sulle polizze anticalamità per le abitazioni. Così come descritto, il sismabonus unito all’ecobonus potrebbe dare un grosso aiuto alla ripartenza della nostra amata terra.

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