Mentre l’Italia spende meno per il gioco d’azzardo legale, la Sicilia cresce. Lo scrive Agimeg, agenzia giornalistica specializzata sul mercato del gioco, che evidenzia come l’isola tra il 2018 e il 2019 il dato sia in aumento del 2 per cento. La raccolta totale in tutto lo stivale, sia fisica che online, ha raggiunto i 19,5 miliardi di euro, con una spesa media di 348 euro ad abitante, con un incasso per l’erario, in crescita rispetto al 2018, di 10,5 miliardi. Tutte in calo le restanti 19 regioni italiane, con la Campania in calo dello 0,2 e la Valle d’Aosta con un record del 25 per cento, seppure il dato, avverte Agimeg, sia comunque influenzato dalle ridotte dimensioni demografiche. Tra le grandi regioni da sottolineare il calo di Emilia Romagna, meno 3,4 per cento, e Lazio, con meno 2,7 per cento, mentre la Lombardia è in calo di un punto percentuale. L’agenzia nelle scorse settimane ha anche effettuato delle stime sul gioco durante il lockdown: anche a causa dello stop al campionato italiano, le perdite per il settore sarebbero comprese tra il 50 e il 70 per cento. Per le sale Bingo, a fronte di un calo generalizzato del 40 per cento, spicca il dato siciliano con un calo stimato che arriverebbe al 60.

Bene Enna, ultima per spesa con 50 centesimi al giorno

Ma se in Sicilia aumenta il gioco, l’isola fa registrare anche la provincia con il valore di gioco procapite più basso, ovvero Enna. Insieme a Parma la quota è di 50 centesimi al giorno a persona, mentre sale a 77 centesimi nel resto della Sicilia, con un picco a Palermo di 83 centesimi. La media siciliana annuale, pari a 283 euro, è comunque tra le più basse d’Italia, con le sole Valle D’Aosta (58 centesimi al giorno) e Basilicata (73 centesimi) a fare meglio. L’Abruzzo, con 1,16 centesimi al giorno pari a 425 euro annui, è la regione dove si spende di più, mentre tra le province Agimeg sottolinea il dato di Prato, dove si superano i due euro al giorno. Il dato in questo caso sarebbe influenzato “dalla forte presenza di cittadini cinesi, con una forte propensione al gioco”. Singolare il dato di Lodi: nella provincia lombarda sono più le vincite dei soldi spesi, ma il dato sarebbe facilmente spiegabile “da una vincita da 209 milioni di euro al Superenalotto nell’agosto del 2019”.

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