Dopo sedici anni Calcio Catania Spa cambia proprietà: a gestirlo sarà la cordata di imprenditori riunitasi in Sport Investment Group Italia (Sigi). Il tribunale fallimentare ha aperto questa mattina le buste contenenti l’offerta da circa 1,3 milioni di euro della società per azioni appositamente creata allo scopo di acquisire la squadra da Antonino Pulvirenti e salvare la storica matricola 11700 del Catania ’46.

Cinque giorni per formalizzare il passaggio

Adesso non resta che formalizzare con atto notarile il passaggio da Antonino Pulvirenti alla società presieduta dall’avvocato Giovanni Ferraù. “Da adesso finalmente potremo parlare di allenatori, giocatori, di calcio basta coi tribunali. Prossimo passaggio la formalizzazione della cessione a noi eppoi andremo a Torre del Grifo per incontrare tutti i dipendenti, ai quali ribadiremo che vogliamo valorizzare il gioiello a disposizione della società. Adesso è il momento della coesione, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Noi abbiamo dimostrato che facciamo sul serio. E’ il momento che chiunque abbia veramente a cuore le sorti della massima istituzione sportiva della città faccia la sua parte”, ha affermato Ferraù a Futura Production, testata che si occupa della comunicazione di Sigi. Per la società non resta ora che saldare gli stipendi arretrati ed effettuare la nuova iscrizione al campionato di serie C, due passaggi “fondamentali” come aveva dichiarato uno dei rappresentanti a livello sportivo di Sigi insieme a Fabio Pagliara, l’ex tecnico rossazzurro Maurizio Pellegrinointervistato nelle scorse settimane da FocuSicilia. Pellegrino in queste ore ha affidato ai social la sua gioia. “Ormai certo che la matricola è salva – afferma -, sono particolarmente provato, emozionato e felicissimo, perché sono stati sette mesi intensi e durissimi anche a livello personale”. Soddisfazione anche dal mondo politico, con l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone che esprime “i migliori auguri di buon lavoro alla Sigi, agli imprenditori della cordata che stanno dando prova di capacità di visione e di coraggio”, e in particolare “all’avvocato Giovanni Ferraù, un amico dalle grandi qualità professionali, umane ed etiche, che apprezzo fin dai tempi dell’università”.

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