Il sito di Cisl Sicilia ha fermato il contatore: sono millenovecento e trentanove i giorni passati dal crollo del viadotto Himera lungo l’autostrada Palermo Catania. Poche centinaia di metri – 268 per la precisione -, che in oltre cinque anni hanno letteralmente diviso la Sicilia in due, come sottolineato dal sindacato a partire dallo scorso settembre. L’inaugurazione è stata annunciata esattamente due mesi fa, giorno 1 giugno, dal viceministro alle Infrastrutture e leader dei Cinquestelle in Sicilia Giancarlo Cancelleri. La data, il 31 luglio, non è casuale: cinque anni fa i Cinquestelle inauguravano la “trazzera” creata con i fondi accantonati dai parlamentari regionali per aggirare il lungo percorso alternativo. Ma l’inaugurazione è anche il simbolo di uno scontro tra governo regionale e centrale: assente Nello Musumeci, perché “non c’è niente da festeggiare”. Una battaglia di cui il campione per palazzo d’Orleans è Marco Falcone, assessore regionale alle Infrastrutture, che in merito all’evento di oggi parla di “spettacolo surreale”. Insieme al presidente Musumeci aveva annunciato una azione legale con richiesta di risarcimento danni potenzialmente miliardaria nei confronti di Anas, l’ente nazionale che gestisce gran parte della rete stradale siciliana. Del “quantum” doveva occuparsi un pool di avvocati ed esperti della Regione, con scadenza del lavoro di verifica pubblicizzata al 15 giugno. Un mese e mezzo dopo, non c’è però ancora traccia dell’azione contro Anas, e l’ultima comunicazione in merito da parte dell’assessorato a metà giugno parlava di un processo ancora “in fase istruttoria”.

Millenovecentotrentanove giorni dopo il crollo, riapre il ponte lungo l'autosrada Palermo Catania. Un'opera al centro delle (tante)  polemiche tra i governi regionale e nazionale
La “trazzera” inaugurata il 31 luglio 2015 a confronto col nuovo viadotto Himera. Foto della deputata regionale M5s Gianina Ciancio

Leggi anche – Viadotto Himera chiuso da oltre 4 anni. Cisl conta i giorni

Il botta e risposta tra Falcone e Cancelleri

Falcone, che è anche coordinatore etneo di Forza Italia, ha sminuito nei giorni scorsi il “taglio del nastro” annunciato da Cancelleri alla presenza della ministra De Micheli, ricordando in una piccata nota “Sarebbe bene che giorno 31, prima di andare al viadotto Himera, qualcuno si faccia un giro sui 192 km della Palermo-Catania. Anzi, se riesce, quel qualcuno venga con il ministro De Micheli con cui è notorio non avere particolare feeling. Porti pure il presidente Giuseppe Conte, facendolo atterrare a Fontanarossa per poi raggiungere l’Himera lungo l’A19. Arrossirebbero dalla vergogna, catapultati in un’autostrada che sembra un videogioco, con trappole e tranelli da superare a ogni chilometro”. Nel botta e risposta Cancelleri ha ricordato come i ritardi del ripristino siano invece imputabili alla Regione: “Un governo regionale che in più di due anni non ha prodotto nessuna riforma, che si vanta dei tempi e del lavoro del Consorzio Autostrade Siciliane (che ricordo registra più di 800 non conformità sul piano della concessione) e che si convince che la minaccia delle dimissioni di un assessore sia stato lo stimolo per accelerare i lavori, perdonatemi, ma da questo governo regionale io lezioni non ne accetto”. “ll signor Pungolo – così Cancelleri chiama Falcone -, è lo stesso che in questi lunghi 5 anni non ha mosso un dito per mettere in sicurezza la frana che, ancora, insiste sull’Himera; sempre lo stesso, da mesi ormai, deve semplicemente comunicare la lista delle strade provinciali per cui il governo, già nel Conte 1, ha predisposto un commissario straordinario per intervenire e spendere velocemente i fondi messi a disposizione della regione per la manutenzione; sempre da Mr Pungolo ci si aspetta la stessa pressione e delegittimazione che ha nei confronti di Anas magari per il Cas, protagonista di cantieri dormienti e sordo ai richiami del ministero delle infrastrutture in materia di non conformità nei tratti a lui concessi”.

La Sicilia divisa dal ponte Himera sul sito di Cisl Sicilia

Le richieste di Anci Sicilia

Sul caso del viadotto Himera finalmente riaperto interviene anche Anci. L’Associazione dei comuni siciliani per la conclusione di quella che chiama in una nota “l’incredibile crollo e all’assurdo ritardo per il ripristino del viadotto Himera”, ricorda che la “vicenda incresciosa è stat più volte sottolineata, anche con manifestazioni eclatanti, dall’Anci Sicilia e dai sindaci dei territori interessati”. Le parole sono di Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia, e si rivolgono in particolare al ministro per le Infrastrutture, Paola De Micheli, presente all’inaugurazione. “La presenza della ministra e del governo regionale – continua Orlando – impone all’Anci Sicilia di richiamare l’attenzione sulle disastrate condizioni della viabilità ex provinciale. Rimarchiamo, pertanto, anche in relazione alle continue richieste dei sindaci, l’inadeguatezza della sistema viario in Sicilia funestato da crolli e continue interruzioni”. “E’ necessario, quindi, – conclude il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani- trovare un’intesa organica e definitiva per superare le criticità anche per la rete stradale minore con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze dei residenti, degli operatori economici e dei turisti”.

Cancelleri, Simonini, De Micheli e Orlando al taglio del nastro per il viadotto Himera

Anas: riapertura al traffico nel pomeriggio

Nel frattempo Anas, il cui amministratore delegato massimo Simonini era presnte al taglio del nastro, annuncia che che la riapertura al traffico lungo il viadotto Imera avverrà nel pomeriggio. “Il nuovo viadotto Imera – ha dichiarato Simonini – consente il ripristino della doppia carreggiata dell’autostrada consentendo il collegamento a pieno regime tra due importanti città dell’isola, in un momento cruciale per la mobilità estiva che vedrà gran parte degli italiani spostarsi all’interno del Paese per raggiungere le mete delle vacanze”. Il nuovo viadotto ha comportato un investimento complessivo di 12,5 milioni, è stato realizzato in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale, “volutamente progettata con una luce di 130 metri”, spiega Anas, consente di scavalcare la frana che interessa l’area, mentre le due pile e le relative fondazioni sono state posizionate ai margini della stessa e dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti. Secondo Anas “la realizzazione del viadotto è stato un percorso complesso che ha visto scontare le criticità legate all’iter autorizzativo, durato 37 mesi, alla crisi finanziaria delle aziende incaricate dei lavori, e nella fase finale alle difficoltà di reperimento di uomini e materie prime a causa del lockdown”. Un’accelerazione è stata impressa al termine del periodo di lockdown: già all’inizio di giugno erano state avviate le fasi propedeutiche al varo del nuovo impalcato, quali la chiusura della bretella in by-pass al viadotto e, nella seconda metà di giugno, è stato effettuato il varo in quota dei sette conci. Nelle settimane successive, si è poi proceduto all’installazione delle predalles, lastre piane utilizzate per la realizzazione delle solette dell’impalcato sulle quali è stato eseguito, in due nottate differenti per gestire al meglio il peso, il getto di calcestruzzo. “La costruzione del nuovo viadotto Imera – ha concluso Simonini – rientra nell’ambito del grande piano di manutenzione da 870 milioni di euro in corso lungo tutta l’autostrada, piano che è compreso nel totale degli investimenti complessivi di Anas per la Sicilia, pari a 4,4 miliardi di euro, sia per la manutenzione programmata che per le nuove opere, a testimonianza del grande impegno dell’Azienda per l’isola”.  

Il commento di Falcone: “spettacolo surreale”

“L’autostrada Palermo-Catania è stata oggi il teatro di uno spettacolo surreale. Hanno imbastito un tentativo mal riuscito di inaugurare in pompa magna un viadotto che doveva essere completato già da oltre due anni, quell’Himera divenuto simbolo di inefficienza e delle trascuratezze di Anas e del Governo nazionale nei confronti della Sicilia”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, poche ore dopo l’inaugurazione del viadotto Himera. “Quella di oggi – prosegue – è l’ennesima trovata volta a distrarre l’opinione pubblica dalla gravi carenze dell’autostrada Palermo-Catania. Anche adesso, però, ai grillini è andata male. Vorrei ricordare, infatti, che loro stessi gestiscono il ministero delle Infrastrutture e quindi l’Anas da ben due anni e mezzo. Certamente ci saremmo aspettati risultati assai più soddisfacenti. Eppure dovremo rimanere ancora qui in attesa, come tutti i siciliani”. Secondo Falcone fondamentale è stata “la nostra sfida, la scommessa sulle mie dimissioni (che ho rassegnato già il 29 luglio) per completare un’opera su cui ci siamo sporcati le scarpe da sempre. Bene, così li abbiamo smascherati. Governo e Anas non hanno più alibi. Stiano adesso sereni: rimarremo vigili e non faremo sconti sui 62 cantieri aperti e sonnecchianti sulla Palermo-Catania, ma anche sulla Palermo-Agrigento, sulla Caltanissetta-Agrigento e sul viadotto Villano, tutte opere lasciate in una vergognosa condizione di abbandono”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui