Centoquattordicimila imprese in Sicilia sono a conduzione femminile. Il dato, riferito al terzo trimestre 2019, è stato elaborato da Unioncamere Sicilia, e pone per il terzo trimestre consecutivo la Regione al quarto posto nazionale. Davanti solo Lombardia (180 mila), Lazio (146 mila), e Campania (136 mila). I settori con la maggiore presenza di donne sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio, con 31 mila imprese, seguiti dall’agricoltura (25 mila), e dalle attività di alloggio e di ristorazione (più di 8 mila). E il saldo tra aperture e cessazioni di imprese nelle Camere di commercio dell’isola nei primi nove mesi del 2019 è stato positivo, con 1459 iscrizione a fronte di 1168 cessazioni.

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Catania, con oltre 24 mila imprese femminili, è al primo posto in Sicilia, con un saldo positivo di 98 imprese, un terzo del dato regionale. A seguire, e sempre con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni, Palermo con 23 mila imprese e Messina con oltre 14 mila. Seguono Trapani (12 mila imprese) e Agrigento (10 mila), che vantano un saldo positivo come Ragusa (8 mila e seicento imprese) ed Enna (4 mila e duecento). In negativo i dati di Siracusa, che con 10 mila e 163 imprese ne conta 16 in meno dello scorso anno, e Caltanissetta che con 6 mila e 53 perde dodici imprese: erano 6 mila e sessantacinque nello stesso periodo del 2018.

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Il dato, secondo Pino Pace, presidente di Unioncamere Sicilia è “molto interessante”, perché piazza la Sicilia davanti a regioni come il Veneto, il Piemonte, la Toscana e l’Emilia Romagna. Tutte regioni “che certamente hanno una tradizione di tessuto imprenditoriale molto più viva e più forte rispetto a quella siciliana. In Sicilia anche il commercio al femminile resta il settore con il numero maggiore di imprese registrate nonostante la crisi degli ultimi dieci, dodici anni e questo significa che comunque le nostre aziende ‘rosa’ hanno avuto la capacità di stare sul mercato”, conclude Pace.

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