Digitalizzazione e innovazione sono le nuove parole chiave per tutte le aziende che vogliono affrontare la sfida dei prossimi anni. Rimanere indietro nel progresso tecnologico e digitale non si può, secondo il presidente del Digital innovation hub (Dih) Sicilia di Confindustria, Francesco Caizzone. Il costo derivante potrebbe anche essere la morte dell’azienda stessa. Un imperativo soprattutto per le piccole e medie imprese che soffrono di più la concorrenza. Diverse le misure ministeriali con il piano Industria 4.0, ma per potere iniziare, bisogna anche sapere da dove farlo. A cominciare dal guardare sia alla tecnologia che alle risorse umane.

Leggi anche – Fondi Mise, Pmi più digitali. Confapi: “Necessario aiutarle”

Innovazione e arretratezza siciliana

Il quadro siciliano è un mix di innovazione e arretratezza. Da una parte alcune aziende sono “eccellenti”, come afferma Caizzone, ma si tratta per lo più di grandi aziende, che in Sicilia sono poche. “Loro sanno cosa fare”. È quasi opposta invece la tendenza dei piccoli e medi imprenditori. Ce ne sono alcuni che hanno imboccato la strada della trasformazione digitale e tecnologica “sebbene non sono tanti”, altri invece sono ancora molto lontani dall’obiettivo. Le difficoltà sono di due tipi. Da una parte c’è chi non ha ancora capito cosa deve fare, dall’altra chi lo capito non sa come farlo. “Prevale troppo spesso l’incertezza”, ma “forse c’è anche un senso di sfiducia” secondo Caizzone. Eppure senza innovazione e digitalizzazione, il rischio che si corre è la chiusura ovvero la morte dell’azienda. “Nei prossimi cinque anni sarai ancora a galla?”, si chiede Caizzone. Insomma, per dirlo con le parole del presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, “aprirsi alla cultura digitale è ormai un passaggio obbligato”.

Leggi anche – Competenze e innovazione, accordo Regione-Artes 4.0

Impreparazione vs incentivi

L’impreparazione non è una buona partner aziendale e così “questo senso di incertezza non è giustificato”. Un senso di incertezza spesso anche legato alle difficoltà economiche che le aziende affrontano quotidianamente, “in un quadro economico che non è fantastico”. Il fatto è che se non si comunica e si rimane isolati nel proprio mondo non si scopre cosa c’è fuori dalla porta e secondo Caizzone “ci sono dei sostegni importanti, soprattutto per le piccole aziende”. Tra i riferimenti anche il progetto Artes 4.0 con una dotazione di 3,5 milioni di euro per il finanziamento di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Oltre agli incentivi governativi sono necessari anche una nuova visione della propria impresa e della vita delle imprese nello scenario italiano e internazionale. “Non serve avere un finanziamento senza un progetto”. I temi da affrontare sono tanti, dalla cyber security all’internet delle cose, e Caizzone consiglia di non fare una rivoluzione cambiando tutto e subito. “Un passo alla volta seguendo un progetto definito”.

Leggi anche – Innovazione, fondi per sei progetti

Il ruolo delle risorse umane per l’innovazione

Secondo il presidente dell’innovation hub Sicilia di Confindustria, c’è anche un altro aspetto che va sottolineato e che invece non sempre viene preso in considerazione: la componente umana. “Innovazione non significa solo avere delle macchine nuove o più automatizzate”, dice. Tecnologia e fattore umano sono due facce della stessa medaglia. Servono i “talenti” come li definisce Caizzone, “sui quali costruire un modello di sviluppo”. Il riferimento ai tanti giovani che spesso devono lasciare l’isola in cerca di lidi migliori, ma che siano soprattutto ingegneri o comunque legati al mondo dell’ingegneria. Giovani che spesso decidono di fare il proprio percorso di studi universitario fuori dalla Sicilia, ma che non sarebbe neanche così necessario, almeno non per tutti campi. In quello di riferimento, l’ingegneristico per l’appunto, secondo Caizzone “le università siciliane non hanno grandi complessi di inferiorità. La formazione di base è molto buona”.

Il valore aggiunto del manager aziendale

Una figura “importante” per l’azienda è quella del manager. Molto spesso, soprattutto nelle piccole realtà, “bisognerebbe rivalutare anche le capacità imprenditoriali”. Anche per Caizzone, come per il presidente di Federmanager Sicilia Orientale, Giuseppe Guglielmino, il manager esterno rappresenta un valore aggiunto. Anche nelle piccole realtà che spesso sono a conduzione familiare. In molti se ne stanno rendendo sempre più conto così che queste figure sono sempre più diffuse e necessarie.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui