“Il Consiglio dei ministri ha impugnato solo un comma della legge di stabilità varata dall’Assemblea regionale siciliana. Un ottimo risultato che voglio condividere con tutte le forze politiche presenti nel Parlamento siciliano”. Lo ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, nell’apprendere che il governo nazionale ha impugnato ieri un solo comma della finanziaria “anti-Covid” regionale. Secondo Micciché si tratta di un comma, il 14 dell’articolo 10, “marginale” all’interno del complesso insieme di interventi contro l’emergenza economica causata dalla pandemia. La norma, dal valore di circa 1,5 miliardi, è stata varata ormai oltre due mesi fa su proposta del governo regionale guidato da Nello Musumeci. Ma l’intervento del governo nazionale taglia fuori, perché interviene sulla materia previdenziale che è prerogativa dello Stato e non della Regione, sgravi contributivi per i neoassunti e circa 20 milioni di euro di contributi per gli stagionali del Turismo che non riescono a raggiungere il numero minimo di giornate valide ai fini del calcolo contributivo. Per loro, dunque, non cambierà nulla.

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Un benestare bloccato dall’attesa dei fondi europei

Secondo Miccichè si tratta comunque di una promozione, e quasi a pieni voti. “Il governo regionale adesso potrà mettere in atto tutte le misure previste dalla legge e consentire alle imprese ed ai lavoratori di provare ad uscire dalla difficile recessione in cui è piombata la Sicilia a causa della pandemia da coronavirus”, ha commentato il presidente Ars. Ma sulla legge di stabilità pesa ancora l’incertezza della rimodulazione dei fondi europei. L’impianto delle risorse messe in campo – finora solo teoricamente – dalla Regione si basa infatti sull’utilizzo prioritario dei fondi Poc, il Programma operativo complementare 2014-202, e dei fondi Po-Fesr per le somme attualmente non spese. Il concetto, ribadito da Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia, anche all’interno del Documento di Economia e Finanza di programmazione per il triennio 2021-2023: senza rimodulazione fondi europei, non si può attuare nulla.

Le principali misure previste

La manovra anti-crisi è stata approvata lo scorso 3 maggio, e comprende aiuti alle famiglie (300 milioni), sospensione delle tasse fino a ottobre, la ricapitalizzazione delle partecipate (30 milioni) e un fondo perequativo per i comuni maggiorato (altri 300 milioni). Ma tra le misure più attese, e finora mai attuate, ci sono i prestiti agevolati da parte di Irfis, intermediario finanziario di proprietà della Regione, gestirà 150 milioni del “Fondo Sicilia” a cui le aziende potranno chiedere prestiti agevolati fino a 25 mila euro e finanziamenti a fondo perduto fino a 5 mila euro. E bloccato, in attesa dei fondi, resta un ulteriore fondo da 100 milioni per prestiti fino a 15 mila euro destinati alle famiglie siciliane. Confermate invece la sospensione dei versamenti fino a ottobre delle tasse sulle concessioni governative regionali. Sospeso anche il tributo per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, dei canoni di concessione pascoli, dei ruoli istituzionali e irrigui dei Consorzi di bonifica dell’ultimo triennio e della tassa automobilistica, sospesa fino a fine anno. Confermati, perché previsti dalla legge di stabilità, anche l’acquisto di voucher turistici da parte della Regione per un totale di 75 milioni di euro.

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