La Campania e subito dopo la Sicilia sono le regioni in cui i settori ristorazione, abbigliamento e non food hanno sofferto di più il lockdown nel mese di aprile. E le province di Catania e Palermo sono quelle che registrano percentuali tra le più negative d’Italia. Un dato che accomuna tutto il Sud, secondo l’analisi Confimprese-EY. L’abbigliamento è il settore più sofferente, ma se i negozi fisici piangono lacrime amare l’e-commerce schizza in alto raggiungendo cifre mai viste prima.

Il ruolo crescente dell’e-commerce

Nel mese di aprile le attività commerciali hanno perso oltre il 90 per cento del loro fatturato, ma sono solo i negozi fisici ad avere sofferto. Gli italiani hanno recuperato parte della loro spesa online. L’e-commerce ha più che triplicato il proprio fatturato. Un dato positivo, che accelera una crescita già in corso (+17 per cento negli ultimi 12 mesi), anche se “non in grado di compensare i mancati profitti dovuti alla chiusura dei negozi”. L’e-commerce comunque “giocherà sempre più un ruolo rilevante anche nella futura fase di normalizzazione, guidato da nuovi modelli di acquisto che i consumatori hanno provato in maniera crescente durante questa crisi”, afferma Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy EY.

A Sud va peggio che al Nord

Ad aprile la perdita è oltre la soglia del 90 per cento per tutto lo Stivale, ma è il Sud che paga il peso più grande con un calo del 96 per cento. Si intensificano quindi le perdite nell’arco dei 12 mesi, che superano il 40 per cento nel Meridione. Si tratta, in quest’ultimo caso, di un calo meno significativo rispetto alle altre aree, probabilmente per un impatto di marzo più modesto. La Sicilia registra un valore negativo di quasi il 97 per cento, superata dalla Campania, con Puglia e Calabria che perdono circa il 95 per cento. Tra le province più colpite Catania (-97 per cento), Palermo (-98), Caserta (-99) e Bari (-97). Nel Nord-ovest la perdita è stata del 93,5, mentre nel Nord-ovest, quello che ha perso meno di tutta Italia, la frenata è stata pari a 90 punti percentuali. Il Centro sta in mezzo con una perdita del 93.

L’abbigliamento perde più del travel

L’abbigliamento è il settore che ha pagato di più il peso del lockdown. Le vendite sono state praticamente azzerate. Il colpo è stato duro anche per la ristorazione, che in media perde l’84 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Al Sud il crollo supera il 96 per cento. Una perdita di fatturato compensata solo in parte con l’attività di delivery. Secondo l’analisi di EY “il non food al Sud ha performato leggermente meglio” (-85,9 per cento contro -90 per cento della media nazionale). E se i dati sono negativi per tutti i canali di vendita, EY sottolinea che centri commerciali e outlet mostrano il trend peggiore nel mese di aprile, rispettivamente con un -98 e -99 per cento, che pesa sull’intero anno (-45 per cento). “Una performance addirittura peggiore del canale travel” che ha perso il 96 per cento.

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