Non mangiare carne in Sicilia è complicato. Dalla radicata tradizione della carne di cavallo a Catania ai più generici manicaretti a base di ingredienti di origine animale, il mondo veg incontra qui barriere altissime. Ma, complici le evidenze scientifiche e quel tocco di food trend che non guasta mai, anche l’isola del Mediterraneo sta scoprendo le cucine vegetariana e vegana. Al centro di Catania, in via Umberto I, in un’ex macelleria, c’è la sede di Veg Sicilia. Un progetto completamente made in Sicily che ha come obiettivo “la promozione di una scelta di vita consapevole, di un’alimentazione naturale e veg ed eco-compatibile”. Luce Pennisi, fondatrice, ceo e responsabile del progetto, racconta le nuove scelte dei siciliani, sempre più attratti dal mondo vegetale.

Vegetariani in Sicilia

Quasi il 9 per cento della popolazione italiana è vegana o vegetariana. Un dato che Eurispes segnala in crescita di quasi due punti percentuali rispetto al 2019 (7,1 per cento). “Si tratta di un aumento importante, che vede i vegani vincitori rispetto ai vegetariani”, spiega Pennisi. Secondo una ricerca dell’European data journalism network, le vendite dei prodotti alternativi alla carne sono cresciute del 451 per cento negli ultimi cinque anni. Nell’intero mercato europeo si prevede un fatturato di circa 6-7 miliardi di euro entro il 2022. E in Sicilia? “Qui non ci sono dati disponibili, ma si pensa che rappresentino circa l’1-1,5 per cento del dato complessivo italiano”, sottolinea la rappresentante di Veg Sicilia.

Cresce la voglia di ingredienti vegetali

Maggiore informazione e comunicazione hanno spinto le persone a cercare ingredienti alternativi alle proteine animali. “In Sicilia c’è stata una crescita importante negli ultimi quattro anni, un’attenzione maggiore verso il cibo di qualità e maggiore sensibilità, che ha portato a una richiesta di menù alternativi”. È cresciuto anche l’interesse verso metodi di cottura più rispettosi dei nutrienti. Durante i corsi di cucina e i laboratori che Veg Sicilia ha organizzato con l’Asp di Catania negli ultimi quattro anni, “abbiamo incontrato tante persone che hanno voglia di alimentarsi in modo migliore e che vogliono seguire uno schema alimentare più vegetale possibile, seppure non riescono a rinunciare a determinati alimenti”, aggiunge Pennisi. Sulla base di queste considerazioni, poco prima dell’epidemia da Covid, Veg Sicilia ipotizzava “un aumento di circa il 40 per cento del consumo di prodotti vegetali”. Le ripercussione del virus sui consumi non sono ancora chiare. Difficile pensare che l’epidemia o una propensione alla spesa minore possano aver cambiato una scelta forte come quella veg, anche perché durante il lockdown il comparto alimentare ha tenuto. Resta invece da definire l’impatto delle chiusure dei locali e della riapertura con coperti ridotti: le difficoltà valgono per tutti, ristoranti veg compresi. Da parte sua, l’organizzazione ha continuato l’opera di divulgazione e promozione anche durante la clausura, con dirette web che Pennisi afferma essere state “molto seguite”.

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Trapani la provincia più veg di Sicilia

Secondo Veg Sicilia la città più veg è Palermo. Negli ultimi due anni ha strappato il primato a Catania, moltiplicando le attività ristorative green. “C’è sempre più richiesta e quindi proposta nel menù. Diverse attività si sono convertite a una cucina esclusivamente vegetariana e vegana”. A seguire c’è Siracusa, “che accoglie tanti turisti, sempre più orientati verso un’alimentazione green e vegetale”. Analizzando i locali censiti su TripAdvisor, si può notare che i ristoranti vegetariani sono nettamente superiori rispetto a quelli vegani. Una presenza che deve molto anche alla profonda e radicata tradizione gastronomica vegetale della regione. Sono numerose le osterie, tra quelle presenti su TripAdvisor, che inseriscono la voce “cucina vegetariana” anche se non offrono solo quel tipo di cibo, ma lo affiancano ai piatti di carne e pesce della tradizione sicula. Guardando alle province, quella di Trapani guida la classifica delle zone a più alta densità veg. Qui, prima che scattasse il blocco, si trovavano 1035 ristoranti vegetariani, di cui 434 vegani. I locali vegetariani (di cui fanno parte anche bar e pasticcerie) erano 963 a Palermo: la provincia è seconda in questa categoria, ma quarta per densità di locali vegani (249). Catania vantava 882 esercizi vegetariani (di cui 414 vegani), seguita da Messina (757 di cui 295 vegani), Siracusa (521 di cui 231 vegani), Agrigento (331 di cui 127 vegani), Enna (162 di cui 18 vegani), Ragusa (140) e Caltanissetta (97 di cui 36 vegani). In provincia di Ragusa i locali vegani superavano quelli vegetariani. Secondo le cifre di TripAdvisor i locali veg erano 158.

Difficile cambiare alimentazione

Cambiare le abitudini alimentari non è cosa semplice. Ci sono sempre più evidenze scientifiche che danno credito alla correlazione tra alimentazione vegetale e riduzione dei rischi relativi a malattie cardio-vascolari, e viceversa. “Ma se ormai per quasi tutti questo concetto è chiaro, dall’altro lato ancora c’è tanta difficoltà a cambiare”. Secondo Pennisi l’idea “erronea” alla base è che “l’alimentazione vegetale sia difficile da seguire e che manchi in nutrienti e vitamine. Cosa completamente sbagliata”. Inoltre, per la portavoce di Veg Sicilia, non mangiare vegetale rappresenta in qualche modo una contraddizione “per un territorio con un’economia che si regge prevalentemente sul comportato agricolo e sulla coltura di cereali e legumi”.

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Fare rete: il Circuito Veg Sicilia

Veg Sicilia ha provato a cambiare le cose, facendo rete. Un network di aziende e persone: il Circuito Veg Sicilia. “Comprende una ventina tra aziende agricole, attività ristorative e associazioni culturali e sportive”. Le imprese del network si impegnano per un’agricoltura pulita, che dia valore alla qualità piuttosto che alla quantità. Sono aziende biologiche o derivanti da agricoltura integrata, piccole, che non subiscono il processo di industrializzazione, che seguono il prodotto dalla semina alla trasformazione e sono per lo più a conduzione familiare. Le attività ristorative e punti vendita che fanno parte della rete offrono cibi totalmente vegetali e biologici. Lavorano per soddisfare le richieste dei consumatori in crescita, puntando sul cibo di qualità. “L’informazione è fondamentale, al pari con il cibo buono e sano”. Da qui nasce l’idea del libro “Sicilia in Veg – un’isola a vocazione green”, edito da Nuova Ipsa Editore. Luce Pennisi e la chef Alessandra Dal Zotto hanno creato un ricettario il cui scopo è quello di far avvicinare le persone alla cucina vegetale e a far comprendere che “le nostre origini partono da lì”.

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