Da oggi gli sport in Sicilia tornano (quasi) a pieno regime. Dopo la corsa e i giri in bicicletta, è arrivato il turno di piscine e palestre. Il permesso e i protocolli ci sono, ma non mancano le incognite. Le strutture hanno bisogno di manutenzione (e quindi di spese) notevoli, che dovranno trovare un complicato equilibrio con l’aumento dei costi e il calo dei clienti: le norme per il distanziamento sociale impongono ingressi ridotti e, in Sicilia, solo “per i soci iscritti”. E poi è ancora da verificare la voglia che avranno gli italiani di tornare ad allenarsi. Ecco quali sono le regole da seguire secondo le linee guida nazionali e i vincoli aggiuntivi indicati dalla Regione.

Ingresso solo per gli iscritti

I punti di riferimento regionali per le attività sportive (piscine comprese) sono le circolari del 3 e del 21 maggio (la seconda conferma l’impianto della prima ma con alcune modifiche). Resta in vigore l’ingresso “consentito esclusivamente ai soci iscritti”. È quindi vietata quello “all’utenza, anche saltuaria, che non sia espressamente inclusa nell’elenco degli iscritti”. Abbonati, quindi. Ma non si potrà pagare per un singolo ingresso.

Il ruolo del “supervisor”

Piscine e palestre devono dotarsi di proprio regolamento interno. I paletti imposti dalla Sicilia sono più stringenti di quelli previsti dalle linee guida nazionali. Le circolari dicono infatti che la struttura, oltre ad assicurare la sanificazione, “dovranno” utilizzare i termoscanner e vietare l’ingresso a chi ha una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Le linee guida si limitavano alla “possibilità” di misurazione. Saranno necessarie “forme di contingentamento dell’ingresso”. La responsabilità di assicurare la presenza di un numero di clienti commisurato all’ampiezza della struttura e tale da assicurare il distanziamento sociale spetta a un “supervisor”, nominato dal legale rappresentante della piscina.

Prenotazione obbligatoria

Come per i termoscanner, in Sicilia l’uso della prenotazione si trasforma da raccomandazione a obbligo: “L’ingresso ai soci presso le strutture sportive è consentito previa prenotazione”. C’è però un margine di elasticità, perché la prenotazione avviene secondo “le modalità utilizzate dalle strutture”. Una volta ricevuta la prenotazione, le strutture “contingenteranno l’ingresso”, “in relazione alla disponibilità, nel pieno rispetto delle misure sanitarie e dell’utenza”. Il personale deve essere “munito dei necessari dispositivi di protezione individuale” e “vigilare sul rispetto del regolamento”.

L’uso di spogliatoi e docce

Rispetto alla circolare del 3 maggio, il principale cambiamento firmato il 21 riguarda la possibilità di usare le aree comuni, dagli spogliatoi alle docce fino ai wc interni. Nel protocollo precedente erano infatti vietati. Adesso che è possibile cambiarsi e lavarsi in palestra e in piscina, diventano effettive anche in Sicilia le linee guida nazionali per l’utilizzo di questi spazi. Devono essere organizzati in modo da assicurare le distanze di almeno un metro. Si potranno adottare postazioni alternate o separate da barriere. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche se depositati negli armadietti.

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Le distanze in vasca

Valgono le linee guida nazionali anche per quanto riguarda le distanze minime da garantire (che condizionano quindi il numero di presenze in piscina e gli ingressi complessivi). La densità massima di affollamento in vasca è di sette metri quadri per persona. A spanne, vuol dire che in una piscina di 25 metri ci stanno circa quaranta persone alla volta. Tra le misure che il gestore deve garantire c’è anche una quantità di cloro minima, per assicurare una vasca sana: 1-1,5 mg al litro di cloro attivo libero. La soglia deve essere certificata da analisi di laboratorio, da ripetere almeno una volta al mese.

La distanza in palestra

Ci deve essere almeno un metro tra le persone mentre non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l’attività fisica. Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati. Gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non devono essere usati. In palestra devono essere utilizzate “apposite calzature”. Gli spazi negli spogliatoi e docce devono assicurare la distanza di almeno un metro. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale.

Scuole di danza e parchi acquatici

Come specificato dall’ordinanza regionale del 23 maggio, le stesse regole in vigore per palestre e piscine sono da applicare a scuole di danza, parchi avventura e parchi acquatici, la cui apertura è ammessa anche la domenica “per analogia con la disciplina in materia di attività sportive”.

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