Nel 2019 in Sicilia ben 133 Comuni hanno superato la soglia del 65 per cento nella raccolta differenziata, come richiesto dall’Unione europea. I tre più virtuosi sono stati Longi (Messina), Villafranca Sicula (Agrigento) e Calamonaci (Agrigento), che hanno sfiorato una media mensile del 100 per cento. Cioè quasi tutto quello che finisce nella pattumiera viene differenziato e avviato al riciclo. Come hanno fatto questi campioni siciliani a raggiungere i risultati? Le piccole dimensioni aiutano (nessuno dei tre arriva a 1500 abitanti). Ma non è tutto.

Primo passo: informazione

“Il risultato raggiunto è frutto dell’impegno dei cittadini e dei commercianti”, dichiara l’assessore alla Manutenzione ordinaria e straordinaria e tutela dell’ambiente di Longi Salvatore Fabio. “La campagna di sensibilizzazione è iniziata nel giugno 2017, è proseguita nelle scuole ed è stata portata avanti anche dalla consulta giovanile attraverso la distribuzione di opuscoli”. Anche il sindaco di Calamonaci, Pellegrino Spinelli, è fiero dei suoi concittadini: “Impegno giornaliero e sensibilizzazione hanno condotto a questo risultato”.

Porta e porta e smaltimento

Nei due comuni la raccolta è porta a porta. A Calamonaci si integra con la presenza di un’isola ecologica aperta da lunedì a venerdì e tenuta sotto sorveglianza per il conferimento dei rifiuti extra. Trattandosi di piccoli centri, non possono certo smaltire i rifiuti all’interno del proprio territorio. “I costi di conferimento nelle piattaforme sono aumentati e abbiamo qualche problema per lo smaltimento dell’umido, prodotto in gran quantità”, spiega Fabio. “Anche per questo motivo abbiamo indetto un bando per il compostaggio domestico. Per il momento la ditta grazie alla quale abbiamo ottenuto il buon risultato è la società Ionica Ambiente”. Calamonaci si affida a una società per la Regolamentazione del Servizio di Gestione Rifiuti provinciale, ma sta testando nuove collaborazioni: “La produzione di umido è in aumento e ci sono problemi di capienza. Ultimamente lo stiamo smaltendo a Sciacca, mentre la poca indifferenziata prodotta è eliminata grazie a una ditta di Cammarata”, afferma Spinelli.

Perché riciclare conviene

I rifiuti devono essere portati al di fuori dei comuni. E il trasporto ha un costo. Ma la differenziata ha comunque ricadute positive, anche dal punto di vista economico. “Avendo superato la soglia del 65 per cento di riciclaggio dal 2018, attendiamo un bonus della Regione di 40 mila euro”, spiega l’assessore di Longi. “A questo premio si aggiunge il risparmio sulla Tari di cui hanno goduto anche i cittadini”. Il sindaco di Calamonaci conferma: “Da due anni la tassa sui rifiuti non è più in aumento, anche se spero di poter gravare sempre meno sui miei cittadini. Inoltre per il 2018 la Regione ha erogato un premio di 98 mila euro. Nel 2019 è stato di solo 35 mila, visti i problemi economici da cui è afflitta, ma si tratta pur sempre di bonus convenienti”.

Il ritardo delle grandi città

Stando ai dati forniti dalla Regione Sicilia, i comuni virtuosi sono in aumento. Ma resta il problema delle grandi città metropolitane, che pesano sui livelli complessivi di differenziata: la media siciliana è è infatti del 40 per cento. Catania è ferma all’11,6, Palermo supera di poco il 20. All’altro capo della classifica, ci sono Limina (Messina), Pettineo (Messina), Santa Cristina Gela (Palermo) e Sperlinga (Enna), che nel mese di dicembre 2019 hanno raggiunto il 100 per cento di raccolta differenziata.

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