Arriva in Sicilia la moneta complementare Sardex. Anzi, ci ritorna. Con una nuova strategia rivista rispetto al passato. Qualche anno fa, la piattaforma nata in Sardegna aveva scelto proprio l’altra isola maggiore per creare il primo circuito fuori dalla regione di nascita. L’esperienza, nonostante buoni segnali, non era andata a buon fine. Adesso, riecco Sardex con un nuovo approccio: un’espansione più rapida, su scala nazionale e non solo per circuiti regionali. La strada scelta è un accordo con ConfeserFidi, il consorzio fidi siciliano con sede a Scicli, in provincia di Ragusa.

L’intesa con ConfeserFidi

L’intesa coinvolge una platea potenziale di circa 20 mila aziende, che potrebbero intrecciare da una parte le linee di credito agevolate messe a disposizione tramite ConfeserFidi, dall’altra il sostegno alla liquidità (di cui c’è sete) tipica di Sardex. Le due organizzazioni, quindi, si aprono l’una all’altra. I 9 mila soci di ConfeserFidi possono richiedere subito l’adesione a Sardex con un canone agevolato e ottenere un fido in moneta complementare, senza interessi e l’accesso a una rete di clienti e fornitori che si scambiano la stessa moneta. Le oltre 10 mila aziende che già aderiscono a Sardex possono accedere alla campagna “BIS, Taglia e Sospendi” di ConfeserFidi, che offre un servizio di intermediazione bancaria per la sospensione delle rate dei finanziamenti e l’accesso immediato alla liquidità a tasso agevolato garantita dal Fondo statale per le Pmi.

Come funziona la moneta complementare

Sardex, come da definizione, è una moneta “complementare”. Cioè si incastra ma non sostituisce le risorse che fanno marciare un’azienda. Gli euro servono comunque, sopratutto in questo momento. Come serve la liquidità per ripartire. Ed è qui che entra in gioco la moneta nata in Sardegna ma già presente in altre regioni. Il suo funzionamento è semplice: ci si iscrive e si paga una quota proporzionata alla dimensione dell’impresa. Gli euro vengono convertiti in Sardex, con i quali scambiare merci e servizi con le altre aziende del circuito. Un meccanico potrebbe riparare l’auto di un’azienda ed essere pagato in Sardex, che poi potrà utilizzarli per comprare i pezzi di ricambio. Il processo base (semplificato) è questo, ma gli intermediari del circuito accompagnano le imprese nella definizione di una strategia su misura, per far incontrare domanda e offerta. Obiettivi: trovare nuovi clienti, grazie alla via privilegiata della rete; aumentare il fatturato; ridurre i costi e la necessità di liquidità. In un meccanismo studiato per far girare moneta, perché Sardex non matura interessi (quindi non ha senso accumularli) e non possono essere riconvertiti in euro. In circolazione dal 2010, lo scorso settembre Sardex ha festeggiato il traguardo dei 500 milioni di crediti transati.

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Nascita e fine di Sicanex

“Con questo accordo manifestiamo la nostra volontà di risbarcare in Sicilia”, spiega il chief sales officer di Sardex Piero Sanna.Qualche anno, il circuito sardo ci aveva già provato con Sicanex, il suo equivalente siciliano. Un progetto che “non ha avuto seguito per inconvenienti personali della persona che gestiva il circuito in Sicilia. Senza un avamposto, per una startup piccolissima com’era Sardex ai tempi, “non era possibile gestire tutto da remoto”. E così arrivederci Sicilia, nonostante un buona raccolta iniziale (circa 150 aziende coinvolte) e un segnale: “Nonostante l’assenza di un coordinamento, per mesi gli iscritti continuarono a transare in maniera indipendente, dimostrando che c’era forte interesse”.

Il nuovo approccio di Sardex

L’intesa con ConfeserFidi è quindi un nuovo esordio. È vero che in Sardex ci sono già alcune imprese siciliane, ma sono solo poche decine e operano soprattutto nel nel settore alberghiero. L’idea di espandersi, sbloccando le iscrizioni tutto il territorio nazione era arrivata “prima che scoppiasse la pandemia”,. “Nonostante l’epidemia, abbiamo continuato a coltivare il progetto con Bartolo Mililli, amministratore delegato del confidi siciliano, e ci siamo detti che sarebbe stato saggio un massive onboarding nel circuito”. Cioè un’apertura immediata a una platea quanto più ampia possibile, in modo da espandersi in fretta. “Abbiamo cambiato l’approccio” rispetto a quellodi qualche anno fa, dice Sanna. Era fondato su “una replica del circuito su base regionale”. Adesso Sardex si propone “come network unico, al quale le aziende possono partecipare prescindendo dal luogo in cui hanno sede”.

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