È un documento dal taglio pragmatico e analitico la “Piattaforma di proposte per il rilancio del sistema scuola” presentata stamattina da Cgil e Cisl di Catania, insieme a Flc Cgil – Fp Cgil e Cisl Scuola – Fp Cisl – Fisascat Cisl. Il documento sarà consegnato al sindaco Pogliese, nella sua doppia veste di primo cittadino e sindaco della Città metropolitana. In sei punti fondamentali, Cgil e Cisl di Catania  in piena sinergia hanno disegnato una proposta di linee guida e azioni mirate su tutto il Catanese, puntando soprattutto sul sistema di rete territoriale; si tratta di un’azione confederale che unisce l’energia dei due sindacati fortemente radicati nel territorio “affinché – tengono a sottolineare i due segretari generali Giacomo Rota e Maurizio Attanasio – possa essere garantito il diritto alla salute degli operatori scolastici, degli operatori di supporto, degli operatori dei servizi, degli studenti e delle famiglie, nonché il diritto allo studio e il ripristino della didattica in presenza, intendono proporre linee guida ed azioni mirate su tutto il territorio della provincia di Catania”. 

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Presentazione congiunta via Facebook

Stamattina alla presentazione trasmessa on line sulle pagine Facebook delle due confederazioni, sono intervenuti, oltre ai segretari generali di Cgil e Cisl (“chiediamo anche alle istituzioni di essere pragmatici così come lo è la nostra proposta – hanno aggiunto Rota e Attanasio- Più che mai dopo l’emergenza Covid la nostra scuola non può essere quella delle ‘classi pollaio’. Manca poco all’inizio del nuovo anno scolastico e non c’è chiarezza né da parte del ministro, né da parte dei territori”), anche la segretaria confederale della Cgil Rosaria Leonardi (“la ripartenza  è importante per recuperare il disagio vissuto di docenti e studenti e può avvenire solo con l’ applicazione delle norme di sicurezza. Chiederemo dunque la costituzione di commissioni all’interno delle autonomie scolastiche per verificare tutte le azioni di applicazione delle norme”), e i segretari generali Tino Renda di Flc Cgil (“nella piattaforma abbiamo segnalato le condizioni di base affinché si rinunci totalmente alla Dad e si punti alla didattica in presenza con regole di Distanziamento sociale e condizioni socio sanitarie che devono essere rispettate”), Ferdinando Pagliarisi  di Cisl Scuola (“non chiamiamola ‘didattica a distanza’ perché quella vera è un’altra cosa. Si è trattato invece  di ‘insegnamento a distanza’ perché purtroppo la percentuale di dispersione è aumentata a causa del Covid. Oggi dobbiamo fare i conti con docenti dall’età media di 56 anni e una carenza di organico sia di insegnanti che di personale Ata”), Lucrezia Quadronchi della Fisascat Cisl ( “il primo giorno di scuola dovrà essere tale per tutti,  compresi gli alunni con disabilità che hanno diritto a Trasporto, servizio igienico personale e servizi completi. L’integrazione tra scuola e servizi non ha funzionato durante la fase di Dad e l’articolo 48 che ne dava l’opportunità è stato ignorato. È necessario chiarire anche gli aspetti del  trasporto e del servizio igienico personale insieme a quello dell’assistenza educativa per l’autonomia e la comunicazione”). Il documento porta la firma anche dei segretari generali Turi Cubito (Fp Cgil), Armando Coco (Fp Cisl), Rita Ponzo (Fisascat Cisl).L’obiettivo è creare tutte le condizioni necessarie per permette l’apertura delle attività prescolastiche e successivamente la ripresa della scuola e di tutto il sistema istruzione e formazione, con la didattica in presenza a partire dal mese di settembre. Cgil e Cisl ribadiscono che la chiusura prolungata della scuola ha arrecato danno a tutto il Paese “e che per Catania e provincia ha comportato la sospensione dell’attività scolastica in presenza per 165.787 alunni di ogni ordine e grado, di cui 7 mila e 863 con disabilità e con esigenza di insegnanti di sostegno e di altre figure dedite al supporto degli alunni con disabilità; considerato che la Didattica a distanza (DaD), pur avendo costituito l’unica modalità per far fronte all’emergenza e che, nonostante l’impegno profuso dai docenti, dagli assistenti alla comunicazione, l’erogazione del servizio durante il lockdown da parte degli Enti e da tutto il personale della scuola è proseguita, ciò non garantisce, specie se prolungata nel tempo, il diritto allo studio”. 

I sei punti del piano di Cgil e Cisl

La posizione è chiara così come altrettanto chiari sono i “punti chiave” della Piattaforma. Eccoli: in primo luogo, la sicurezza dei bambini, di tutti gli studenti e dei lavoratori (educatori, insegnanti, dirigenti scolastici, Assistenti all’Autonomia, personale ausiliario-tecnico-amministrativo) nel rispetto delle indicazioni delle autorità sanitarie e dei protocolli sulla sicurezza; l’applicazione del protocollo di sicurezza per la scuola e per il sistema educativo che tenga conto delle peculiarità di funzionamento delle varie attività tra cui modalità di organizzazione del lavoro, offerta formativa, tipologia di utenza ma anche delle differenziazioni territoriali e delle diverse fasce di età; la realizzazione di un protocollo d’intesa tra tutti gli stakeholder della scuola (scuole, studenti, famiglie, comunità locale, servizi sociosanitari, mense, trasporti, ecc.) che tengano conto dell’articolazione della scuola dal livello centrale a quello territoriale per consentire la gestione coordinata e la partecipazione dei diversi soggetti; la costituzione di commissioni presso ogni autonomia scolastica o presso ogni Comune, con il coinvolgimento dei Dirigenti scolastici, dei docenti, del personale scolastico e del personale dei servizi di integrazione scolastica, con il compito di monitorare l’applicazione del protocollo e di formulare proposte; l’ampliamento delle scuole con spazi adeguati a garanzia del necessario distanziamento sociale dettato dalla pandemia che assieme a sistemi adeguati di aerazione, sanificazione e regole comportamentali di sicurezza, permetterebbero una riduzione del rischio per tutti soggetti che gravitano all’interno degli edifici scolastici, sia per quelli che fanno capo agli enti locali e sia per quelli di ambito privato; è infine l’adeguamento degli organici sia nel settore scolastico, che per quello educativo per il superamento delle attuali carenze di organici e del necessario ampliamento delle dotazioni indispensabili per la realizzazione di classi formate da non più di 15 studenti.

Una nuova stagione di contrattazione sociale

Ma affinché tutto questo sia possibile, secondo Cgil e Cisl di Catania è necessario aprire una nuova stagione di contrattazione sociale con i Comuni, partendo da Catania, dalla Città Metropolitana e dai comuni capofila dei distretti sociosanitari, fino a raggiungere capillarmente tutto il territorio provinciale, rivolta all’avvio di attività educative prescolastiche, finalizzate al recupero della socialità e degli apprendimenti per fasce d’età, oltre che per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie. Altro punto fondante è l’avvio di patti territoriali tra enti locali, autonomie scolastiche, organizzazioni sindacali e mondo del privato sociale, per l’avvio di attività educative locali, antecedenti all’apertura del nuovo anno scolastico, da rivolgere prioritariamente ai bambini, nella fascia 0/6 anni e per la scuola primaria, e finalizzate sia al recupero che al potenziamento delle competenze di base, quanto alla ricostruzione della dimensione sociale. I sindacati chiedono anche Conferenza dei Servizi al Sindaco della Città Metropolitana di Catania, allargata a tutti i sindaci della provincia, per contribuire alla definizione di un piano operativo per la riapertura delle scuole, a partire dai nidi e scuole dell’infanzia, già per settembre e atta altresì a garantire l’avvio tempestivo dei servizi di integrazione scolastica per gli alunni con disabilità, L’organizzazione di incontri mirati con le reti scolastiche del territorio, la richiesta ai Comuni e a tutti gli Enti territoriali, per una ricognizione di edifici pubblici non più utilizzati dallo Stato, edifici scolastici dismessi che possono essere utilizzati per l’ampliamento degli spazi educativi; l’elaborazione di regole comportamentali di sicurezza da adottare sia da studenti che dal personale scolastico; la richiesta ai livelli Nazionali di incontri col Miur per un adeguamento degli organici nelle scuole catanesi.

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