Una settimana drammatica quella appena conclusa lungo le spiagge siciliane. Una ragazza si è dispersa tra le onde a Balestrate, una donna è rimasta folgorata in uno stabilimento nella spiaggia palermitana di Romagnola, mentre un uomo è morto a Cefalù. Oasi balneari, associazione legata a Confartigianato, lancia l’allarme: “serve un servizio di salvataggio nelle spiagge libere, dove mancano anche quest’anno i bagnini. Tutto è demandato ai gestori degli stabilimenti”, racconta Giovanni Cimino, coordinatore regionale dell’associazione di categoria.

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“Chiediamo alla Regione nuove regole”

Cimino è titolare di uno stabilimento proprio a Cefalù. “Ho partecipato personalmente al tentativo di salvataggio dell’uomo di 55 anni morto – spiega Cimino –, ma purtroppo dopo 40 minuti di massaggio cardiaco non c’è stato nulla da fare. L’ambulanza è arrivata nel giro di 15 minuti, il tempo necessario per dimenarsi nel traffico estivo”. L’episodio, avvenuto in un tratto di spiaggia libera, ha portato la categoria a richiedere un confronto con la Regione per affrontare subito il problema sicurezza. “Chiediamo alla Regione di ascoltare al più presto le associazioni di categoria per individuare tutti insieme ma, soprattutto nel più breve tempo possibile, nuove regole per garantire migliori, più efficaci e immediate operazioni di salvataggio e per definire al meglio la gestione delle spiagge libere”.

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La richiesta: ambulanze sempre presenti fino alle 19

Nessun supporto nelle spiagge libere della località turistica, “solo un cartello, con il quale l’amministrazione avvertono che la spiaggia non è dotata di servizio di salvataggio, sollevandosi dalle responsabilità”, racconta Cimino. Una situazione che è uguale in tutta la Sicilia “da almeno venti anni, fino al 1991 era previsto da ogni comune un bando per dotare le coste di servizi di soccorso”. Un servizio analogo garantito dalle capitanerie di porto “è durato appena un paio d’anni, ma dal 2000 siamo noi gestori degli stabilimenti a farci carico dei salvataggi. Fin dove possiamo arrivare”, racconta Cimino. Nel caso del tentativo di salvataggio l’autoambulanza è arrivata sul posto dopo 15 minuti. “In certe situazioni anche un quarto d’ora è un’enormità. Ed è per questo che vogliamo chiedere alla Regione che nei fine settimana e nel mese di agosto, un’ambulanza stazioni sul lungomare delle principale città marinare prese d’assalto dai turisti locali. Si potrebbe scegliere una fascia oraria, magari dalle 10 alle 19”. Tra le richieste, dopo l’incidente all’interno di uno stabilimento balneare di Romagnola a Palermo, avvenuto lunedì 15 giugno, nel quale una donna è rimasta folgorata sotto la doccia e tutt’ora versa in condizioni critiche, “ci sarà anche quella di intensificare i controlli su tutti gli stabilimenti”.

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Tanti bagnanti, pochi turisti. “A Cefalù alberghi chiusi”

Nonostante il periodo estremamente negativo per il turismo, con il lockdown dovuto al Covid-19 che non ha consentito prenotazioni, il lungomare di Cefalù è però pieno di auto, e di bagnanti, provenienti dalla provincia. “Sono tutti fruitori della spiaggia libera. Per noi la stagione ormai è da considerarsi in gran parte perduta” spiega Cimino. Anche perché mentre le spiagge libere sono lasciate senza nessun controllo “noi siamo stati costretti a ridurre lettini e ombrelloni della metà, a tracciare gli ingressi e a far girare degli steward per verificare che le regole di distanza siano rispettate”. Gli stabilimenti stanno inoltre soffrendo particolarmente per la mancanza dei turisti. Se in zone come Mondello o la Playa a Catania c’è comunque una affluenza massiccia di bagnanti, “dovuta alla vicinanza di città e territori con oltre un milione di abitanti, noi viviamo con i turisti, Cefalù ha solo 13 mila residenti”. Al momento “il 90 per cento degli alberghi e strutture ricettive è ancora chiuso, e attendiamo luglio per capire meglio come si evolverà la situazione. Ma certamente molti non riapriranno quest’anno”, conclude Cimino.

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